Il Museo del Palmento
Nella zona sud di Santa Venerina, al confine con Guardia, tra i
numerosi luoghi ancora non adeguatamente pubblicizzati c'è il Museo del
Palmento con attiguo un forno per la lavorazione della ceramica.
Il
museo è privato e si autofinanzia con le offerte libere dei visitatori
e con la vendita dei prodotti in ceramica.
Si tratta di un vero
gioiello nel suo genere nel quale i proprietari coniugano la produzione
artistica con l'amore per la ricerca e la conservazione di antichi
oggetti della nostra civiltà contadina che altrimenti sarebbero andati
perduti.
La forgiatura e le decorazioni dei pezzi al tornio è opera di
Cristiane Amblard, che insieme al marito Nino Carnabuci, è la creatrice
del museo.
La piccola azienda artigianale non avendo molti sbocchi
commerciali al di fuori del Comune, riesce a sopravvivere grazie agli
alunni delle numerose scuole che lo vanno a visitare e che lasciano
offerte o comprano i prodotti artigianali in ceramica.
Il terreno che
circonda il Museo, oggi attraversato dall'autostrada è di circa 4000
mq. coltivati ad olivo.
Il Museo è racchiuso in una casa padronale del
1850, ed è suddiviso in settori.
Tra gli oggetti posti all'esterno
troviamo molte "bombe dell'Etna", materiale lavico che all'interno del
cratere gira a velocità vorticose, ma quando viene espulso dal vulcano
o si solidifica immediatamente prendendo una caratteristica forma
affusolata, o esplode.
Fuori sono esposte anche diversi tipi di pompe
costruite intorno agli anni '40, in particolare una costruita nel 1937
a Linera da D'Agostino, famoso produttore di armi, e una del 1868 che
ormai è un raro reperto di archeologia industriale. Interessante anche
una "bascuglia" per pesare l'alcool. Sempre all'esterno è stato
interamente ricostruito un forno in pietra, probabilmente usato nella
casa. All'interno le varie stanze del museo documentano la vita rurale,
e quella del "massaro".
Sono esposte numerose zappe del secolo scorso,
un antico ebolliometro, vari torchi e numerosi altri utensili
ottocenteschi. Nel settore che documenta la vita materiale del massaro,
troviamo anche le caratteristiche "conche", macchine da cucire alcune
anche professionali ed i più svariati oggetti in ferro, bastoni ecc.
La
maggior parte degli oggetti collocati nel Museo sono stati acquistati.
Solo poche donazioni hanno contribuito alla costituzione di questa
interessante e particolare collezione.