Comune di Santa Venerina
Presidenza del Consiglio Comunale
Comunicato stampa
Approvazione all’unanimità per la delibera consiliare sull’emergenza sisma 2002.
La stessa delibera consiliare è stata adottata nei tredici consessi cittadini
dei Comuni del sisma 2002.
Un’unica richiesta: la proroga dello stato di emergenza e la richiesta di fondi per il completamento della ricostruzione
Approvazione all’unanimità per la delibera di consiglio comunale avente ad oggetto: “Emergenza Etna 2002. Richiesta di somme ed iniziative necessarie al completamento della già programmata fase della ricostruzione dei territori dei Comuni del catanese colpiti dagli eventi sismici ed eruttivi dell’Etna dell’ottobre 2002, riproposizione della proroga dello stato di emergenza fino alla scadenza del 31/12/2010”.
La stessa delibera è stata trattata, ieri sera, nei tredici consigli comunali dei Comuni dell’Emergenza Sisma 2002, convocati dai rispettivi presidenti dei consessi cittadini: Santa Venerina, Acireale, Acicatena, Belpasso, Castiglione di Sicilia, Giarre, Milo, Piedimonte Etneo, Linguaglossa, Nicolosi, Ragalna, Sant’Alfio e Zafferana.
A preoccupare i tredici Comuni, in riunione permanente dallo scorso luglio, la brusca interruzione della ricostruzione dei territori dell’Etna con la mancata erogazione delle somme necessarie al suo completamento definitivo che ammonta a circa 180 milioni di euro.
A coordinare l’evento il presidente del consiglio comunale di Santa Venerina, Giuseppe Marano, nella sua doppia veste di coordinatore del tavolo dei presidenti dei consigli comunali dei tredici Comuni interessati.
Il sindaco Enrico Pappalardo ha commentato: “L’ordinanza dello scorso 22 gennaio che ha disposto ulteriori disposizioni per fronteggiare lo stato di criticità era priva di copertura finanziaria, una sorta di assegno in bianco. Noi chiediamo la proroga dello stato di emergenza e di poter ricostruire totalmente quanto il terremoto ha distrutto o danneggiato. La gente ha ancora fiducia nelle istituzioni ed aspetta ancora delle risposte. Non possiamo deluderla”.
Tra gli elementi più salienti della proposta di delibera di consiglio comunale: la richiesta dell’emanazione dello stato di emergenza sino al prossimo 31 dicembre 2010; l’assegnazione delle rimanente somme necessarie al completamento delle previsioni della 1^ e 2^ Direttiva Presidenziale e dei relativi “Piani di rientro nell’ordinario” anche per quegli edifici non inagibili che hanno riportato danni, su chiese e su ambiti produttivi interessati dall’evento calamitoso; la ripresa dell’erogazione regolare del Cas (contributo di autonoma sistemazione) la cui erogazione è ferma al luglio 2008; la formulazione degli “studi di microzonazione sismica” per le zone individuate a maggiore rischio sismico al fine di poter avviare le operazioni di recupero del patrimonio edilizio interessato e/o determinare ambiti dei delocalizzazione con assegnazione di aree e somme necessarie; l’attenzione dell’intera materia “ricostruzione” verso principi di “prevenzione” e non più di “riparazione” con l’emanazione di una specifica legge che individui i territori dell’Etna ove il rischio sismico, vulcanico, idro–geologico in genere costituisce elemento di pericolo continuo per le popolazioni residenti, così da consentire di impostare una seria pianificazione di prevenzione dotando la Protezione Civile ed i Comuni di mezzi, fondi, strutture e tecnici utili allo scopo (strutture Coc autonome, uffici con personale specializzato o comunque con esperienza di servizio prestato); l’attenzione, in termini di prevenzione, verso i luoghi dell’istruzione scolastica e di tutti i contenitori di attività umane, incentivando anche su edifici agibili interventi di miglioramento strutturale; garantire ai Comuni interessati, così come avvenuto in altre realtà nazionali, benefici e misure economiche a compensazione della riduzione delle entrate tributarie derivante della sospensione dei versamenti di tributi locali; avviare iniziative per il riconoscimento del credito di imposta per tutti i tributi e contributi a favore di quei soggetti che hanno pagato senza avvalersi della sospensione del pagamento dei tributi o del successivo pagamento in 304 rate; avviare iniziative legislative per ridurre di un terzo il debito maturato all’inizio della rateizzazione per chi volesse versare i contributi sospesi in un’unica soluzione con l’attualizzazione del debito calcolato al momento del versamento.
Santa Venerina 27/10/2009
Il Presidente del Consiglio Comunale
Arch. Giuseppe Marano